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L'improbabile connubio fra web e muffa

Una ricerca congiunta del CNR e dell'istituto Max Planck di Saarbrucken ha portato a scoprire le doti eccezionali di una muffa mucillaginosa (Physarum Polycephalum) che, basandosi su un algoritmo naturale, può "districarsi" senza difficoltà all'interno di un labirinto. Le ricadute di questo studio sembra possano essere applicate al web in quanto questa muffa trova sempre il percorso più breve in un labirinto, e Internet potrebbe alla fine essere assimilato proprio ad un labirinto... Da notare che già in passato altri scienziati avevano dimostrato che la Physarum Polycephalum poteva compiere attività incredibili per un organismo così piccolo, in virtù della sua evoluzione di milioni di anni. Il meccanismo biologico che conduce la muffa a riconfigurarsi nel cammino più breve è stato analizzato matematicamente.
Con questa scoperta si potrebbero trovare approcci alternativi per progettare una rete di connettività Internet a basso costo o apportare miglioramenti nel traffico Internet, o ancora implementare tecnologie da applicarsi anche al settore dei trasporti.

Facebook lancia la Graph Search: un motore social contro Google

L'annuncio a Menlo Park. Il network utilizzerà gli incroci tra i dati degli utenti per fornire risultati arricchiti da informazioni, immagini e contatti. Obbiettivo, combattere Mountain View ottimizzando il recupero di informazioni. Trend negativo in Borsa per il titolo.
MARK ZUCKERBERG sale sul palco della sala del quartier generale a Menlo Park, che ospita il primo evento Facebook del 2013. Quello con cui il social network da oltre un miliardo di utenti ha deciso di annunciare la sua nuova natura: quella di motore di ricerca sociale, contro Google e il suo dominio sul web, ma in una forma diversa. Zuckerberg non vuole la "web search", la ricerca web: Facebook punta sulla "Graph Search", un sistema che scandaglia i miliardi di dati, immagini, video e connessioni che i suoi utenti mettono insieme. Così, cercando un'informazione, Facebook restituirà tutto il quadro che compone i risultati relativi a quella particolare ricerca. Inserito in un contesto di collegamenti multimediali e rimandi social. E naturalmente, con pubblicità opportunamente mirata. MA dopo l'annuncio, la Borsa non sembra entusiasta; i titoli del social network perdono lo 0,90%, a 30,71 dollari. Informazioni, condivisioni, privacy. Il miliardo di utenti di Facebook porta in dote 240 miliardi di immagini, e mille miliardi di interconnessioni tra utenti. Un patrimonio di valore assoluto, soprattutto per quanto riguarda le preferenze, i "like" di questa massa umana digitale. E infatti Zuckerberg si premura di mettere in rilievo come gli algoritmi della Graph Search di Facebook siano molto attenti alla privacy, dopo la stretta che il social network ha dato sulla questione negli ultimi tempi. Zuckerberg di fatto mette sul piatto della bilancia un tesoro che Google non ha, ma punta ad avere: lo stato dell'arte delle condivisioni di argomenti e informazioni tra gli esseri umani, o almeno tra quelli presenti sul social della F bianca. Ma deve fare i conti con la riservatezza. E quindi, annuncia Zuck, "Si potrà effettuare ricrerche solo tra ciò che è stato condiviso".
Quello che cambia insomma è la natura della ricerca. Non è più un'esplorazione del web, ma un'indagine multimediale nella rete sociale e tra le connessioni dell'utente. Se su Google ad esempio si può cercare un'immagine definendo il luogo, il tipo di immagine, l'ambientazione, su Facebook si potrà cercare "foto dei miei amici". E la pagina si comporrà con un collage di immagini indicizzate dalla Graph Search secondo l'estensione social dell'utente. E' come avere un assistente digitale meno formale di Google e più intimo con l'utente. Ma per forza di cose, non altrettanto esteso. 
E infatti l'utilizzo è diverso. Uno del social network. "E' pensato per rispondere a domande specifiche e ricevere risposte", ha detto Zuckerberg, illustrando come chiave di ricerca d'esempio "Che locali frequentano i miei amici a San Francisco?". Nello stesso modo si possono cercare persone, argomenti, luoghi e immagini. Alcuni mesi fa, racconta Zuckerberg, mentre era intento assieme alla moglie Priscilla a scegliere la foto da usare per gli auguri natalizi ha utilizzato il  Graph Search, che ha presentato loro le immagini con il maggior numero di "Mi piace". Allo stesso modo, nel demo visto sul palco, si può cercare un dentista, con cui i propri contatti si sono trovati bene. Ma la ricerca social torna utile ad esempio nel cercare un ristorante indiano, in California, di cui amici indiani hanno scritto (e condiviso) bene nelle loro timeline sul social network. Oppure con un altro esempio, per capire quali sono i libri e i film più apprezzati e condivisi dai direttori d'azienda, dai single, dai fidanzati. Attraverso ogni informazione correlata tra quelle disponibili sui profili utenti, e che gli utenti hanno deciso di condividere. 

Msn Messenger: chat e contatti migreranno su Skype

Chiude uno dei servizi storici del web, ma l'anima sopravviverà all'interno della popolare applicazione per la telefonia voip e la chat, con una procedura automatica di importazione dei contatti. Sullo sfondo, l'acquisto miliardario di Microsoft e la Rete come nuova frontiera della telefonia.
L'ANNUNCIO risale allo scorso novembre, ma ora c'è una data ufficiale: il 15 marzo 2013, la popolare applicazione di chat Msn Messenger andrà definitivamente in pensione. Microsoft ha decisio che a prendere il suo posto sarà Skype, acquistata dal colosso di Redmond per 8,5 miliardi di dollari. Un pezzo di storia del web da 330 milioni di utenti se ne va per sempre, tranne che in Cina, dove rimarrà attivo perché la connettività Skype è gestita dalla società locale Tom. Ma il fronte delle comunicazioni chat e vocali sul web negli ultimi tempi è diventato uno dei più agguerriti, con Facebook che ha deciso di svolgere un ruolo da operatore telefonico e app mobili come Whatsapp e Viber che spopolano tra gli utenti di smartphone, decretando tra l'altro la morte degli sms.
Come si cambia. Skype ha già la sua applicazione proprietaria per le ultime versioni dei sistemi operativi Microsoft, Windows 8 e Windows Phone 8, ed è disponibile in download gratuito per le altre versioni di Windows. Redmond ha cercato di rendere indolore il processo di migrazione dei propri contatti: sarà sufficiente accedere a Skype con le credenziali utilizzate in precedenza su Messenger per vedere importati i propri contatti. 
Di fatto con l'integrazione delle piattaforme l'account Microsoft diventa anche account di Skype a tutti gli effetti. I 330 milioni di utenti si sommeranno ai circa 280 milioni di utenti Skype, con alcune fisiologiche sovrapposizioni. Se si è già utenti Skype e Msn, ovvero si utilizzano due account differenti, sarà sufficiente aggiornare l'applicazione all'ultima versione, accedere con l'account Microsoft e successivamente seguire la procedura di fusione dei due account prevista dall'applicazione. Da quel momento in poi, tutto il proprio universo Msn sarà trasferito dentro Skype. Chi proverà a connettersi a Msn dal 15 marzo riceverà un messaggio di errore.
Non appena l'utente di Chrome richiederà il prelievo di un programma, il browser provvederà ad interfacciarsi con le Safe Browsing API mettendolo in allerta qualora l'applicazione dovesse rappresentare un rischio. Sono infatti sempre più i programmi, diffusi in Rete, che vengono presentati come strumenti assolutamenti legittimi ma che, carpendo la fiducia dell'utente, in realtà insediano malware, visualizzano informazioni pubblicitarie, pongono in essere frodi basate sul numero di clic inviati su determinati elementi web oppure rubano password o dati sensibili.
Da qui la necessità di offrire un buon livello di protezione non solo contro i siti web che pongono in essere attacchi phishing o che sono noti per i contenuti dannosi ospitati ma anche nei confronti di quei file che, una volta eseguiti, possono comportare conseguenza davvero spiacevoli.
Internet Explorer 9 integra un meccanismo di verifica della "bontà" dei file scaricati; Google è determinata a lanciare, a breve, una funzione analoga. E' forse il download manuale, da parte dell'utente, di oggetti dannosi l'unica maniera per infettare un utente di Chrome che ha cura di mantenere il browser costantemente aggiornato (proteggendosi così dalle eventuali vulnerabilità via a via scoperte e sanate mediante il rilascio di nuove versioni). Tutti i componenti eseguiti all'interno di Chrome, infatti, non hanno modo di uscire dalla sandbox e variare la configurazione del sistema operativo. Se però un file pericoloso è scaricato manualmente dall'utente e viene da questi eseguito, il browser non metteva a disposizione - almeno sinora - alcuna protezione. Solo un valido software antivirus od antimalware poteva lanciare l'allerta e mettere in guardia l'utente. La nuova funzionalità presentata da Abu Rajab mira a porre un ulteriore ostacolo sulla strada che può portare all'esecuzione di un file dannoso.